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    Pet-Tc

    Nel nostro Centro Figebo di Cassino, sempre all’avanguardia , arriva la PET /TC dall’inglese (Positron Emission Tomography/Computed Tomography )
    L’apparecchiatura appena installata è la nuovissima PET-TC Discovery HD della General Electric.

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    La PET/TC è una tecnica diagnostica di ultimissima generazione.
    E’ tra le più avanzate metodiche di imaging metabolico attualmente disponibili e trova il suo più ampio impiego nel campo dell’oncologia per la ricerca dei tumori primitivi e delle metastasi; è la metodica diagnostica che offre la maggiore accuratezza nella stadiazione delle neoplasie in fase di pre-trattamento, post-trattamento e follow-up.

    La PET/TC è un importante strumento di ricerca in grado di migliorare la stadiazione di molte forme neoplastiche rispetto alla diagnostica per immagini convenzionale e fornisce dati aggiuntivi nella valutazione dell’efficacia della terapia e nella dimostrazione di ripresa della malattia nella fase di follow-up.

    Mentre alcune metodiche diagnostiche per immagini come la TAC, la RMN, l’RX e l’Ecografia isolano i cambiamenti anatomici organici nell’organismo, la PET/TC è in grado di rilevare aree di dettaglio riguardanti la biologia molecolare, anche prima del cambiamento anatomico stesso.
    La PET/TC è in grado di fornire rilevanti informazioni circa l’entità della risposta al trattamento con importanti conseguenze sulla scelta della terapia e sulla prognosi del paziente.

    La PET/TC è utilizzata non solo nel campo oncologico, ma anche in campo neurologico in particolare per lo studio delle demenze, nelle malattie di interesse reumatologico e infettivologico ed in campo cardiologico.

    Si effettua somministrando in vena un radiofarmaco e successivamente acquisendo della immagini mediante apparecchi ibridi (tomografi PET/TC) che aggiungono alle informazioni funzionali (PET) quelle morfologiche (TC).

    Il radiofarmaco è necessario per poter identificare il funzionamento metabolico delle varie aree corporee; quello più frequentemente usato nella pratica clinica è uno zucchero legato ad una sostanza radioattiva: il FDG F-18 (Fluoro-desossiglucosio marcato con Fluoro-18).
    Molti tumori infatti, si avvalgono del glucosio per la moltiplicazione cellulare e, in questi casi, il farmaco utilizzato va a depositarsi nelle aree di maggior consumo di zucchero.

    Prima di procedere alla somministrazione del radiofarmaco è di fondamentale importanza escludere un eventuale stato di gravidanza ed è necessario sottoporsi all’analisi della glicemia.

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