• DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

    Pet-TC

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    Nel nostro Centro Figebo di Cassino, sempre all’avanguardia, disponiamo della PET /TC (dall’inglese: Positron Emission Tomography/Computed Tomography).  Nello specifico l’apparecchiatura appena installata è la nuovissima PET-TC Discovery HD della General Electric.

    Di cosa si tratta?

    E’ una tecnica diagnostica di ultimissima generazione. E’ tra le più avanzate metodiche di imaging metabolico attualmente disponibili e trova il suo più ampio impiego nel campo dell’oncologia per la ricerca dei tumori primitivi e delle metastasi.

    Perché è innovativa?

    Perché offre la maggiore accuratezza nella stadiazione delle neoplasie in fase di pre-trattamento, post-trattamento e follow-up. La PET/TC è un importante strumento di ricerca in grado di migliorare la stadiazione di molte forme neoplastiche rispetto alla diagnostica per immagini convenzionale e fornisce dati aggiuntivi nella valutazione dell’efficacia della terapia e nella dimostrazione di ripresa della malattia nella fase di follow-up.

    In cosa si differenzia dalle altre metodiche per immagini?

    Mentre la TAC, la RMN, l’RX e l’Ecografia isolano i cambiamenti anatomici organici nell’organismo, la PET/TC rileva aree di dettaglio riguardanti la biologia molecolare, anche prima del cambiamento anatomico. E’ in grado di fornire rilevanti informazioni sull’entità della risposta al trattamento con importanti conseguenze sulla scelta della terapia e sulla prognosi del paziente.

    In quali ambiti è utilizzata la PET/TC?

    Oltre al campo oncologico, è utilizzata anche in quello neurologico, in particolare per lo studio delle demenze, nelle malattie di interesse reumatologico e infettivologico ed in campo cardiologico.

    Come si svolge l’esame?

    Si effettua somministrando in vena un radiofarmaco e successivamente acquisendo della immagini mediante apparecchi ibridi (tomografi PET/TC) che aggiungono alle informazioni funzionali (PET) quelle morfologiche (TC).

    Perché è necessario il radiofarmaco?

    Il radiofarmaco è necessario per poter identificare il funzionamento metabolico delle varie aree corporee; quello più frequentemente usato nella pratica clinica è uno zucchero legato ad una sostanza radioattiva: il FDG F-18 (Fluoro-desossiglucosio marcato con Fluoro-18). Molti tumori infatti, si avvalgono del glucosio per la moltiplicazione cellulare e, in questi casi, il farmaco utilizzato va a depositarsi nelle aree di maggior consumo di zucchero.

    Ci sono controindicazioni alla somministrazione del radiofarmaco?

    Sì. E’ di fondamentale importanza escludere un eventuale stato di gravidanza ed è necessario sottoporsi all’analisi della glicemia.

     

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